Desiderata

mercoledì, novembre 24, 2010 - Pubblicato da Dan Angelo alle 03:55
 
Ve plàcidamente entre el ruido y la prisa,
Recuerda que la paz puede estar en el silencio.
Sin renunciar a ti mismo, esfuèrzate por ser amigo de todos.
Di tu verdad,quiètamente,clàramente.
Escucha a los otros aunque sean torpes e ignorantes;
Cada uno de ellos tiene tambièn una vida que contar.
Evita a los ruidosos y agresivos,porque ellos denigran el espìritu.
Si te comparas con los otros puedes convertirte en un hombre vano y amargado;
Siempre habrà cerca de ti alguien mejor o peor que tù.
Alegrate tanto de tus realizaciones como de tus proyectos.
Ama tu trabajo aunque sea humilde;es el tesoro de tu vida.
Se prudente en tus negocios,porque en el mundo abundan las gentes sin escrùpulos.
Pero que esta convicciòn no te impida reconocer la virtud;
Hay muchas personas que luchan por hermosos ideales y dondequiera que mires la vida està llena de heroìsmo.
Se tu mismo.
Sobre todo no pretendas disimular tus inclinaciones.
No seas cìnico en el amor,porque cuando aparece la aridez y el desencanto en el rostro,
Se convierte en algo tan perenne como la hierba.
Acepta con serenidad el consejo de los años y
Renuncia sin reservas a los dones de la juventud.
Fortalece tu espìritu,para que no te destruyan inesperadas desgracias.
Pero no te crees falsos infortunios;
Muchas veces,el miedo es producto de la fatiga y la soledad.
Sin olvidar una justa disciplina,se benigno contigo mismo.
No eres màs que una criatura en el Universo,no menos que los àrboles y las etrellas;
Tienes derecho a estar aquì.
Y,si no tienes ninguna duda,el Mundo se desplegarà ante ti.
Vive en paz con Dios,no importa còmo lo imagines;
Sin olvidar tus trabajos y aspiraciones,
Mantente en paz con tu alma,pese a la ruidosa confusiòn de la vida.
Pese a sus falsedades,penosas luchas y sueños arruinados,la Tierra sigue siendo hermosa.
Se cuidadoso.
Lucha por ser feliz. 
  
Max Ehrman
 

Lei dentro me

sabato, novembre 20, 2010 - Pubblicato da Dan Angelo alle 00:58

E il naufragar m'è dolce in questo mare
Giacomo Leopardi

Quanto è diventata grande lei con il suo sguardo maturo e cambiato. 
Si notano su di lei i segni della vita, mantiene occhi profondi 
e la sua capacità di giocare con il vento.
E quanto le piace giocare con il vento,
fin da bambina ci si perdeva in esso 
e adesso sapeva creare forme nuove
in aria  sempre più complesse.

Forse ora è più saggia, forse conosce solamente meglio il mondo,
però si lascia sempre sorprendere 
e affascinare da ciò che le rallegra l’animo. 
Nel suo agire sembra quasi insicura a primo impatto,tentennante: 
ma vuole solo conoscere e sapere e poi si lascia 
andare scivolando velocemente 
come un serpente alla ricerca della propria preda. 

E’ incontentabile, si perde, è pazza, è gioiosa, è vivace! 
Non le piace starsene tranquilla, si annoia. 
Quando vuole giocare ti prende per mano 
e non puoi far altro che assecondarla.
Come ti piace vederla sorridere, 
è il colore di un bel mondo in bianco e nero.

Il colore mi possiede. Non ho bisogno di tentare di afferrarlo. Mi possiede per sempre, lo sento...- Paul Klee


Su questa bianca nave

sabato, novembre 13, 2010 - Pubblicato da Dan Angelo alle 00:28
Le onde solitarie trasportano ombre
di un passato sconosciuto,
c'è ancora tempo per vincere le battaglie,
raccogli la tua fiducia.

Guarda oltre quella frase senza senso,
e vai, vai avanti,
non cedere alla pazzia
di chi si getta nelle tranquille tempeste.

Salva la tua anima, è quello che vuoi
e cerca il suo profondo essere.
Non farà morire il tuo piccolo spirito,
vieni, ora, su questa bianca nave.

Passeggiare

sabato, ottobre 16, 2010 - Pubblicato da Dan Angelo alle 19:37

La piccola goccia di rugiada scivolava dolcemente sulla delicata superficie di una foglia. Cadde verso il basso posandosi sulla sconfinata distesa della stesso colore della speranza. Le oscure nubi finalmente erano state spazzate via dal liberatorio soffiare del vento. Ora il sole dominava quel luogo incantevole, attento contemplatore del paesaggio che si mostrava come un giocoso bambino davanti alle dolce carezze dei suoi raggi.

Tempo e spazio sembravano non far parte di quel mondo.

Due curiose figure si erano ritrovate soavemente distese sul soffice letto verde. Le affusolate nuvole bianche che si distendevano nell’infinità di quel cielo terso, limpido e sincero, galleggiavano assumendo la forma delle più strane immagini.

La fantasia riempiva l’aria.

Sorrisi spensierati accompagnavano la divina sinfonia che rieccheggiava all’unisono con il soave piegarsi dell’erba al vento. I fiori in festa indossavano i loro vestiti più belli, dipingendo di colori sgargianti quel quadro straordinario. D’un Tratto denti di leone spargevano i loro semi che libravano nell’aria.

Irreale Pace.

Correvano in quella semplicità.

Un piccolo torrente azzurro come il cielo si divertiva a far risplendere l’intensa luminosità del sole. Tra quei giochi di luce lo scorrere delle sue acque produceva un languido suono, altro strumento di quell’incredibile orchestra.

Le due figure si sentivano sorprendentemente vicine. Una mano stringeva a sé l’altra. Completo abbandono.

πάντα ῥεῖ. Panta Rei.

Il tempo proseguiva inesorabilmente muto, in silenzio. Il sole andava a riposarsi bruciando il cielo di un rosso rovente. La luna, seguita dalle peregrine stelle, sussurrava una candida buona notte.

Il temporale era finito. Era una bella giornata.

Pezzi di città n3

martedì, ottobre 12, 2010 - Pubblicato da Dan Angelo alle 19:06

La gente guarda davanti a sé seguendo una immaginaria linea retta, mentre si impegnano a sommare parole messe a caso per colmare il cammino. Ciò che è intorno non esiste.
Intanto la pagina di uno spartito si volta e da il via.
In mezzo alla centrifuga di oggetti fuggenti, vecchie melodie di melanconici ritmi blues colmavano l'intorno.
Nulla sembrava fermo, tutti vorticavano nel proprio microcosmo.
Il vecchio sassofono, inondava di emozioni il tutto e le regalava a chi voleva, donava.
Un cappello a terra e l'uomo raccontava di sé soffiando nel suo amico di esperienze passate.
Non chiedeva nulla che qualche spicciolo da mettere nell'anonima camicia colorata a quadrettini, accostata da corti jeans blu.
Solo chi era distratto mostrava gli occhi.
Suonava e le persone passavano.
Emozionava e le persone passavano.

Pezzi di città n2

Pubblicato da Dan Angelo alle 18:58

Ci sono quelle figure colme di caramelle.
Come un bambino goloso le cominci a mangiare una ad una: son buone, buonissime fino a quelle che ti addolciscono per bene. Il dottore ti punta il dito con sguardo serio e razionale, ricordandoti sempre che le carie fanno male.
Ma quasi involontariamente continui a mangiare.
Ormai quasi tutte le caramelle ti son piaciute che guardi con dolcezza quella figura che le teneva tutte strette a sé, il peccato è stato farle assaggiare anche a te.

Pezzi di città n1

Pubblicato da Dan Angelo alle 18:52

Gregge di pecorelle giocavano a nascondino con il sole.
L'erba di Ottobre verdeggiava sul piatto sfondo dell'asfalto.
Tra il sottofondo di passanti ingranaggi irrompeva senza violenza l'innocente canticchiare di una tenera bimba che allargava le braccia come per decollare. Decollare lì con gli uccelli tra le vie senza traffico delle loro strade.
Delicato era il posarsi del tiepido e confortevole calore con l'inverno che freme.
Scuri capelli legati spiccavano nel riflesso di parole nate dallo scendere dell'inchiostro su piccole case di carta.
Sguardi in basso, poi in alto, poi intorno, poi di nuovo in basso: pupille attente alla ricerca di chissà che cosa.
Gambe incrociate per un tavolo di fortuna, basso quanto basta per inarcare la fragile schiena.
La curiosità è invadente: non tollera l'ingombrante non sapere niente. I neuroni sollecitati si facevano domande nell'inerzia, ma alla fine presero la porta più vicina.
Ecco la stanza dell'immaginazione che aveva una grande finestra dove appoggiare il gomito e guardare.