Alzare la testa

venerdì, agosto 13, 2010 - Pubblicato da Dan Angelo alle 00:44

Mi piace guardare il cielo e ciò che lo riempie: le nuvole, le stelle, il sole e la luna. Pensare chi, in quello stesso momento, li stia guardando insieme a me da un'altra angolazione. Così, ho l'abitudine di alzare la testa nei posti più remoti e casuali.

E chiedersi "Chissà".

Chissà cosa pensa, cosa fa, cosa sta riempiendo l'attimo di una determinata persona. Cosa può significare adesso quel presente.
Certe volte sarebbe magnifico esserne a conoscenza, ma quasi sempre si ritorna a quel banale Chissà.

Ballata Folle

Pubblicato da Dan Angelo alle 00:35


Cerco sempre parole su cui ballare
Non faccio niente di speciale
Mi piace raccontare a me stesso
Le sfumature che osserva il mio senso

Così plagio quelle pagine bianche sempre così affascinanti
Linee rette da colpire e riempire
Sprazzi di vita lucenti
Racchiudendo chissà qual mistero da celare

Spieghi le braccia come ali
Chiudi gli occhi e basta poco per sentirsi volare
Con il vento che ti parla tra i capelli
Sei tu e la voglia di vivere tra i denti

Riaprire un attimo la vista basta per incrociare uno sguardo
Magari di un altro passante come te
E può esser che lui sia speciale
Con una sua storia da adorare
E uno stesso vento con cui giocare

Condivisione

Viaggi di cui non vorresti mai veder la fine
Il sorriso di un incontro cercato
E la penna poggiata su quel foglio
Sempre pronta per una nuova storia di cui raccontarmi

Far l'equilibrista sulle strisce

Pubblicato da Dan Angelo alle 00:34


Strade asfaltate nel sole cocente
tra allegre nuvole danzanti.
Pesi in spalle e vento urlante.
Il cammino e la via davanti
a se era l'unica direzione.
Inseguire il viaggio era l'unica occasione.

Mare veloce di rocce scoscese
Onde di verde
Pianure di azzurro
Equilibrio precario di un sorriso di libertà

Sguardi sfuggenti di pensieri sfiorati.
Chiudere gli occhi e vedere posti mai trovati.

La stanza

venerdì, luglio 16, 2010 - Pubblicato da Dan Angelo alle 05:13

Parete bianca nascosta da pezzi di carta che sanno di vecchio, di antico piuttosto di ricordo. Libri instabili su torri improvvisate. Penne che non scrivono più, parole scritte in segni eterni che non parlano più. Immobile letto, instabile e stanco, di scatti improvvisi e di coperte scivolate a terra. Cuscino compagno di abbracci e di comodi appoggi, pronto anche a bagnarsi. Porte sbattute e posate dolcemente. Stazionaria quiete di una musica o del silenzio. E' più notte che giorno.

Direzione Africa

sabato, giugno 26, 2010 - Pubblicato da Dan Angelo alle 04:27

Vento d'estate portatore di libertà. Una libertà che ormai fa parte di te, libero da una qualsiasi corda o catena che sia, libere le braccia, libere le gambe, libero di guardare, libero di sentire, libera la mente. Galleggiando tra una porta e un altra, fluttuando tra un incrocio e un altro. Giusto fermo qualche volta con le mani in tasca e sguardo in alto rivolto verso qualche indicazione casuale, alzando le spalle e percorrendo quella più simpatica. Indipendente, saper correre con le proprie gambe e raggiungere i luoghi più ignoti. Indipendente, morto a galla sul mare del proprio ego. 

E stai bene.

Ma a volte si avverte una mancanza, "fisica". Non c'è quel peso e quella palla legata al piede, che quando ti giri tu sei la mia costante, tu sei sempre presente, sei una motivazione.

E allora si sta un po come in Africa: all'ombra, nascosti dal sole e perché no? Sperare che piove.